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Ragusa Ibla

28 giugno 2020

Siamo arrivati a Ragusa in tarda mattinata e parcheggiato l'auto presso il Comune, nella parte alta e moderna della città. Dopo un breve sguardo alla bella piazza San Giovanni con la superba Cattedrale di San Giovanni Battista, alla Chiesa della Badia e al Palazzo del Comune, abbiamo iniziato la nostra visita discendendo Corso Italia.

E' come se scorressimo un album di vecchie foto: chiese e palazzi sembrano immutati dall'epoca della loro costruzione, ad inizio '700. E' domenica, il traffico inesistente e incontriamo pochissime persone. Le finestre hanno le persiane chiuse ma questa sembre essere una caratteristica del quartiere: «Bisogna essere intelligenti per venire a Ibla, una certa qualità d'animo, il gusto per i tufi silenziosi e ardenti, i vicoli ciechi, le giravolte inutili, le persiane sigillate su uno sguardo nero che spia.» (Gesualdo Bufalino).

Il rettilineo di Corso Italia si trasforma presto in una serie di tornanti che offrono affascinanti panorami del quartiere. Ogni poco spiccano le chiese dall'inconfondibile stile barocco, oppure strette viuzze frammentate da scalette, oppure ancora stretti balconcini adorni di vasi e piante rigogliose.

Lo sguardo sale e scende in una continua mescolanza di particolari architettonici e di ampie viste aeree d'insieme.

Incontriamo la Chiesa di Santa Maria delle Scale, la Chiesa di Santa Maria dell'Itria, e la Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio.

Ormai è ora di pranzo, vorremmo trovare almeno un bar ma tutto è chiuso. Arriviamo in fondo alla discesa, all'ampio parcheggio Repubblica e, di soppiatto, approfittiamo della toilette miracolosamente aperta, cercando di non disturbare il custode, appisolato ronfante nella sua sdraio all'ingresso.

Poi purtroppo, cercando di raggiungere l'unico ristorante aperto, una brutta scivolata lungo uno strettissimo marciapiede causa una dolorosa storta a mia moglie. Riusciamo comunque a raggiungere il Ristorante e rifocillarci. Poi io scopro una ripida ma breve scorciatoia, quasi tutta avvolta da splendida vegetazione, raggiungo il parcheggio, recupero l'auto così che poi possiamo insieme risalire e proseguire la visita senza troppa fatica. 

Per raggiungere il Duomo di San Giorgio avremmo anche potuto utilizzare i mezzi pubblici ma il servizio la domenica è così sporadico che non ci poteva essere di nessun aiuto.

Ritrovato un po' a fatica un parcheggio, abbiamo potuto riprendere a piedi la visita: la Chiesa di Santa Maria del Gesù, il Portale di San Giorgio, la Chiesa di San Vincenzo Ferreri, il Giardino Ibleo, la Chiesa di San Giuseppe e il Palazzo Comunale in piazza Pola e poi la stupenda Piazza del Duomo e il Duomo di San Giorgio, autentico monumento del barocco siciliano, con la sua facciata convessa, la sequenza digradante delle colonnine, la scalinata d'accesso e la bella inferriata prospicente l'ampia piazza. Infine con il Palazzo Arezzo San Filippo salutiamo Ragusa Ibla

Una domenica con qualche disagio ma veramente appagante anima e mente.

Roberto - CC BY-SA 4.0

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